4 Marzo
Articoli Marzo 4, 2025

Massimo Gramellini: la storia di Mario Occhiuto e suo figlio Francesco

Massimo Gramellini riflette sul doloroso post pubblicato dal senatore Mario Occhiuto dopo la tragica morte di suo figlio Francesco. Un racconto di amore paterno, lotta silenziosa e di un dolore che non passa, ma che lascia anche spazio alla speranza di trovare un senso. Un viaggio nelle sfumature del dolore e del legame indissolubile tra genitore e figlio, in cui l’amore è l’unica risposta possibile.

Difficile restare impassibili davanti al post che il senatore Mario Occhiuto ha dedicato alla tragedia del figlio Francesco, caduto a trent’anni dall’ottavo piano del palazzo in cui abitava. Occhiuto non parla da politico, ma da padre. Anzi, da papà. La sua è la storia di una partita combattuta e persa in cui tutti possiamo riconoscerci in entrambi i protagonisti: il genitore e il figlio.

Il figlio ha un mal di vivere che lo scava fino a corroderlo e si laurea in psicologia con il sogno di aiutare gli altri a guarire la ferita interiore da cui non riesce a guarire lui. Il genitore cerca di proteggerlo, ascolta i suoi silenzi interrotti da qualche confidenza e — tra viaggi, medici e conversazioni – trascorre al suo fianco due anni, durante i quali tenta vanamente di salvarlo, eppure nel ricordo li definisce «i più belli, i più vivi, i più intensi della mia vita». Alla fine, ammette la sconfitta e accetta di pagarne il prezzo, sotto forma di un dolore che non passerà mai. Ma non smette di cercare un senso in quanto è successo. Anche se per ora non lo trova. Anche se forse ci è gia seduto sopra.

Perchè il senso, quando non c’è un senso, non può essere che l’amore. Persino quando non basta. Il senatore Occhiuto mi ha richiamato alla memoria uno dei personaggi più straordinari della letteratura italiana: Geppetto, il babbo di Pinocchio. Un padre che ama sempre, ama e basta: senza recriminare, senza giudicare, a volte senza capire.